Ministeri da abolire
Il dottor Carlo Cottarelli è uomo di buone intenzioni e, presumibilmente, di stomaco forte. Dovendo a breve scodellare l’agognata/temuta/blandita spending review nostrana – tra noleggio di lenzuola presidenziali e lavaggio di tende istituzionali e auto blu ministeriali – ha avuto modo di far conoscere anche un’altra sua sensatissima opinione: “A che serve un ministero per la Coesione territoriale, se ce n’è già uno per gli Affari regionali?”.
17 AGO 20

Il dottor Carlo Cottarelli è uomo di buone intenzioni e, presumibilmente, di stomaco forte. Dovendo a breve scodellare l’agognata/temuta/blandita spending review nostrana – tra noleggio di lenzuola presidenziali e lavaggio di tende istituzionali e auto blu ministeriali – ha avuto modo di far conoscere anche un’altra sua sensatissima opinione: “A che serve un ministero per la Coesione territoriale, se ce n’è già uno per gli Affari regionali?”. Quesito opportuno: avendo peraltro avuto alla sua guida Fabrizio Barca in epoca bocconian-montiana, è il tipico ministero da diporto, da fine settimana, da weekend con ponte dell’Epifania incorporato. Una di quelle trovate – tra l’edilizia e lo svalvolamente politico – che una volta, nella deplorata Prima Repubblica, veniva affidata di solito alle cure inoffensive di un socialdemocratico; adesso a quelle di un tecnico che dovrebbe dar lustro con poco e ben figurare.
Per poi, nella generale disattenzione, finire nel dimenticatoio. E in effetti, a metterli vicino, i nomi di questi ministeri “Coesione territoriale / Affari regionali”, si ha l’effetto di un chiasmo istituzionale, “sopire, troncare / troncare, sopire”. L’opinione del dottor Cottarelli appare dunque non solo sensata, ma persino necessaria: a) per il risparmio, b) per la logica, c) per la modulistica. Presa questa strada, poi, si dovrebbe procedere con una certa energia – e lama bene affilata. Del resto, i ministeri in Italia sono più o meno come “Le nuvole” in quella canzone di De André – “vanno / vengono / ogni tanto si fermano” – e infatti ripetutamente si registra sia un loro venire alla luce sia una generosa morìa successiva. E nel caso jellato, un inaspettato risorgere. Persino quelli abrogati per referendum, come Agricoltura e Turismo, stanno ancora sulla piazza come meste ma determinate vedette di antico avanspettacolo.
Ora, se il risparmio chiama e la logica assiste, tenuto conto che politicamente le riforme, se mai si faranno, a consolazione e a monito quirinalizio, le faranno Renzi e il Cav. e magari Grillo, e che le famose commissioni di saggi, inviate a riflettere in albergo fuori stagione come a Rimini d’inverno – molta dottrina, un pizzico di “vitelloni” in gran spolvero – sono affollate oltre che inutili, non potrebbe il dottor Cottarelli buttare un occhio al ministero delle Riforme? Non per dire, ma Quagliariello, oltre alle tende, non sarebbe un bel risparmio?